L'orfanotrofio
"Children's home St. Patrick" a Mujwa
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la costruzione,
La vita quotidiana,
i piccoli ospiti
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Momenti di vita nel "Children's home St. Patrick"
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Progetto Gruppo Missioni forno per il pane
La storia del St. Patrick. La storia del Children’s Home a Mujwa nasce nel 2008 dall'esperienza in
Kenya di un gruppo scout della nostra parrocchia insieme ad alcuni volontari. Durante il viaggio,
hanno conosciuto una realtà drammatica: cinquanta bambini abbandonati, seguiti da un'unica
persona che faticava a far fronte a tutte le necessità.
Al loro ritorno, il racconto di quell'incontro ha mobilitato la comunità. Grazie al forte impulso dato
da Mariella Scantamburlo e al lavoro sul campo del referente locale Daniele Schiavinato,
l'Associazione ha acquistato i terreni adiacenti alla Missione della Consolata per realizzare la
struttura di accoglienza. Nel corso degli anni il centro è stato costantemente ampliato e migliorato, e
oggi accoglie mediamente tra i 70 e gli 80 ragazzi.
Gli spazi e la struttura. Il centro è organizzato per garantire spazi funzionali, sicuri e confortevoli
per la vita quotidiana:
- Spazi comuni: una sala da pranzo, una cucina attrezzata con magazzino per le vivande, un
ufficio-segreteria e locali dedicati agli operatori.
- Zona notte e servizi: due dormitori separati (per maschi e femmine) con letti a castello e
pavimenti piastrellati. L'area dispone internamente di 5 bagni, 5 docce e 8 lavandini,
integrati da 6 servizi igienici esterni.
- Area polivalente all'aperto: una grande struttura coperta all'aperto, ideale per i giochi, i
momenti di festa e per pranzare in comunità al riparo sia dal sole intenso che dalle piogge
forti.
I Pilastri dell'accoglienza:
- Assistenza e cura: un team di personale dedicato assicura la gestione quotidiana,
l'educazione all'igiene personale e la copertura completa delle spese sanitarie e mediche.
- Crescita e autonomia: le ragazze rimangono nella struttura fino al completamento del loro
percorso di studi. Per i ragazzi, intorno ai 14-15 anni, le tradizioni locali legate alla
circoncisione prevedono l'uscita dall'orfanotrofio: in quel momento il capo tribù assegna
loro mezzo acro di terreno e la nostra associazione provvede a costruire un piccolo alloggio.
In ogni caso, il sostegno a distanza non si interrompe e prosegue fino al termine degli studi e
all'avviamento al lavoro.
- Istruzione e valori: tutti i bambini frequentano le scuole locali, inseriti in un percorso
educativo basato sui valori della solidarietà, della responsabilità e del mutuo aiuto.
- Autosufficienza e sostenibilità: il centro punta a una gestione sempre più autonoma grazie
a due cisterne per la raccolta dell'acqua piovana (da 8.000 litri), un forno per il pane e terreni
coltivati a ortaggi, frutta e foraggio. L'allevamento comprende mucche da latte, capre e
galline ovaiole. I ragazzi partecipano attivamente ai lavori agricoli in base alle proprie
attitudini, sviluppando senso pratico e indipendenza.
Un impegno che continua. Garantire un futuro sicuro, cibo, cure e un'istruzione di qualità ai piccoli
ospiti del St. Patrick richiede risorse costanti. Le donazioni private e aziendali sono il motore
fondamentale per permettere a questi bambini di crescere, studiare e costruire la propria
indipendenza.