Parrocchia Ss. Gervasio e Protasio - Gruppo Missioni Terzo Mondo

Notiziario del Gruppo Missioni
2/2013

Il gruppo in India

Carissimi,
come era stato comunicato nelle riunioni del 7 e 8 dicembre 2012, un gruppetto di sei volontari, Anna D, Anna Z., Emanuela, Gianni, Marco e Paola, si è recato in India per visitare i boarding-homes sostenuti dal Gruppo Missioni Terzo Mondo, ma soprattutto per incontrare i bimbi a cui, anche grazie al vostro generoso aiuto, è data la speranza di un futuro migliore. Hanno verificato anche la realizzazione dei progetti, attuata con i contributi degli sponsor. Della loro esperienza in India hanno riferito al Gruppo Missioni, in una affollata e molto partecipata riunione, lunedì 4 febbraio u.s.. In maniera corale ed entusiasta l'hanno definita un'esperienza di vita molto coinvolgente sia sotto il profilo umano che di crescita individuale. Si ripromettono di raccontare anche a tutti voi, in incontri futuri, il loro "vissuto" nell'Andhra Pradesh. Nel frattempo, per rendervi un po' partecipi, vi alleghiamo le lettere di saluto inviate a Don Gianni.

Paola Franzoso

Lettera del 18 gennaio (la sera dell'arrivo in India)

Eccoci qua, primo per darti un saluto e poi per ragguagliarti un po' sull'inizio della nostra missione in India. Siamo arrivati ieri sera distrutti dopo 24 ore di viaggio, ma fin da subito abbiamo capito che ne valeva la pena. Padre Raju, responsabile del Social Service Centre, e le suore del Teresa college si sono fatti in quattro per metterci a nostro agio e renderci il più possibile confortevole la sistemazione. Questa è senz'altro spartana, ma ricca di una grande e generosa ospitalità. Oggi abbiamo visitato il nostro primo boarding-home di Mallukunta. E' stata una giornata indimenticabile. Siamo stati accolti da padre Dasari Kumar e dai suoi bimbi con un calore che è impossibile descrivere a parole per i limiti che esse hanno. Possiamo solo dirti che hanno espresso una gran gioia solo per il fatto di averci visti e non tanto per ciò che abbiamo portato. Hanno espresso la loro riconoscenza facendoci festa con balli e canti.

Con orgoglio ci hanno mostrato le loro capanne nel villaggio in cui vivono; hanno voluto condividere con noi il loro semplice cibo, nella cappella hanno pregato per noi e ringraziato il Signore per la nostra visita. Una forte emozione e commozione ci ha accompagnato tutti per l'intera giornata ed è stato veramente difficile staccarsi da quei bimbi festosi che con molta semplicità ci hanno fatto toccare con mano valori come la generosità, la solidarietà, l'accontentarsi del poco e goderne. Credimi, questa esperienza ci ha veramente arricchito interiormente perchè attraverso quei bimbi abbiamo capito che spesso la scala dei nostri valori è completamente rovesciata. Ti ringraziamo di cuore per essere venuto a salutarci in aeroporto portandoci anche la benedizione del nostro Patriarca.

Lettera del 29 gennaio (la sera dell'arrivo in Italia)

Così come ti abbiamo inviato i nostri saluti all'arrivo in India, ora desideriamo farlo al nostro rientro.

Assieme ai nostri, poi, dobbiamo portare a te, a tutto il Gruppo Missioni Terzo Mondo e a tutti gli sponsor, i più cari saluti e i più sinceri ringraziamenti di padre Raju, responsabile del Social Service Centre della Diocesi di Eluru, di tutti i sacerdoti e di tutte le suore che operano nei boarding-homes, e di tutti i bellissimi bambini che abbiamo incontrato.

Che dire della nostra esperienza nell'Andhra Pradesh? Senza voler fare della retorica: è stata veramente molto forte, coinvolgente, educativa, sia dal punto di vista umano che spirituale. Insomma: bellissima.

Noi tutti, prima di partire, sapevamo della gran povertà dei bimbi supportati dal Gruppo Missioni e delle difficili condizioni in cui erano costrette ad operare sacerdoti e suore. Solo lì, però, abbiamo potuto toccare con mano situazioni inimmaginabili di estrema povertà, vissute con grande dignità e, da parte dei sacerdoti e delle suore, anche con grande abnegazione, spirito di sacrificio e tenacia nella volontà di garantire a quei poveri bimbi un futuro migliore.

Lì abbiamo veramente capito cosa vuol dire donare se stesso, in modo gratuito, agli altri: sacerdoti e suore, pur in situazioni di estremo disagio (alcuni vivono senza acqua né luce in villaggi sperduti), si impegnano quotidianamente, con entusiasmo, perché quei bimbi si sentano amati e sostenuti, per garantire loro un po' di benessere e, soprattutto, quella istruzione che permetta loro di occupare, da adulti, un posto dignitoso nell'ambito della società. Lì abbiamo capito il significato della carità, intesa come amore. L'amore è la forza che fa superare loro anche le situazioni peggiori.

Con orgoglio ci hanno mostrato i progetti che sono riusciti a realizzare con l'aiuto dato dal Gruppo Missioni (un pozzo, i bagni, alcune aule, la dipintura di un edificio e di alcune stanze, delle grate per difendere i bimbi dalle scimmie, etc) e noi, di fronte a quella semplicità e contentezza, ci siamo sentiti "piccini, piccini".

Ci siamo commossi per la festosa accoglienza che tutti i bimbi, ci hanno riservato, bimbi che chiedevano soprattutto un bacio e una carezza, che avrebbero voluto rimanessimo sempre con loro.

Da tutti, sacerdoti e suore, è stata espressa profonda riconoscenza al Gruppo Missioni e agli sponsor per l'aiuto dato.

Riportiamo alcune parole molto significative di Padre Emanuel: "....cari amici abbiamo un rapporto dinamico: noi, voi e i bambini. Un rapporto trinitario. Non stanchiamoci di fare del bene e testimoniarlo. Voi, cari benefattori, siete la risposta alle richieste dei bambini. Voi siete la garanzia di un futuro migliore. Voi siete il sale della terra. Voi siete la luce che illumina i bimbi poveri che vivono nel buio dell'analfabetismo. L'adozione a distanza è una missione preceduta da una chiamata e voi avete dato la risposta..."

Ancora tanto ci sarebbe da raccontare, ma terminiamo qui, rivolgendo un sentito ringraziamento al Buon Dio, primo per averci consentito di vivere un'esperienza importante per la nostra crescita spirituale e poi per aver fatto sì che fosse vissuta con persone che, pur non conoscendosi prima, ne hanno colto e condiviso lo stesso profondo significato.

Fin dall'inizio, infatti, c'è stata tra noi empatia, per cui è stato molto facile giungere alle stesse riflessioni, avere comunione di intenti, condividere positivamente situazioni non sempre facili.

Grazie anche a te, caro Don Gianni, per averci accompagnato con le tue preghiere.

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