Parrocchia Ss. Gervasio e Protasio - Gruppo Missioni Terzo Mondo

Notiziario del Gruppo Missioni
6/2008

Carpenedo, 11 settembre 2008

Carissimi,

A seguito delle notizie che recentemente sono apparse sui giornali, relative alle violenze subite dalle comunità cristiane in India, posso tranquillizzare tutti coloro che mi hanno contattato che nella zona in cui operiamo non si sono riscontrati fatti di violenze, pur respirando un'aria di tensione religiosa.

Secondo quanto mi è stato riferito dalla nostra Diocesi di Eluru , i fatti gravi sono accaduti nello Stato orientale dell'Orissa confinante con l'Andhra Pradesh. Queste violenze, sono state scatenate da spirito di ritorsione: gli indù hanno accusato i cristiani dell'omicidio di Swami Laxmanananda Saraswati, leader degli integralisti indù, mentre l'uccisione è stata rivendicata dai guerriglieri maoisti ("naxaliti"). Ma quello dell'omicidio del leader indù appare solo come un ennesimo pretesto dei fondamentalisti per commettere atti di violenze contro i cristiani, con violenti scontri, attacchi a missionari cristiani, incendi a chiese, conventi ed ad altre strutture. Il giorno 29/8 le scuole frequentate dai nostri ragazzi sono rimaste chiuse per protesta contro il perdurare di queste violenze.

Di seguito riporto le informazioni che ci ha inviato il responsabile del Social Service Centre di Eluru riguardanti la cronologia degli eventi accaduti.

Per chi volesse approfondire l'argomento riguardante le persecuzioni anticattoliche che si stanno diffondendo, allego l'editoriale del giornalista Panebianco apparso sul Corriere della Sera di domenica 7 settembre.

Per il Gruppo Missioni
Gianni Scarpa

Violenza anticristiana ad Orissa - aggiornamento 25 agosto 2008

  1. VIENE RIFERITO DI UNA SUORA BRUCIATA VIVA: Una donna cristiana, forse una suora, viene riferito essere stata bruciata viva il 25 agosto 2008 da una folla di Vishwa Hindu Parishad che ha preso d'assalto l'orfanotrofio che essa gestiva nel distretto di Bargarh (Orissa). Il Sovrintendente della polizia Ashok Biswall ha riferito questo ai giornalisti. Anche un prete che si trovava all'orfanotrofio è stato gravemente ferito e viene ora curato in ospedale per ustioni multiple.
  2. SUORA VIOLENTATA: Una giovane suora cattolica della diocesi di Cuttack Bhubaneswar che lavorava al Jan Vikas Kendra, il Centro di Servizio Sociale a Nuagaon in Kandhamal, viene riferito essere stata violentata il 24 agosto 2008 da gruppi di estremisti Hindutva prima che l'edificio stesso venisse distrutto.
  3. SACERDOTE ANZIANO E SUORA FERITI: Padre Thomas, direttore del Centro Pastorale Diocesano a Kanjimendi, distante meno di un chilometro dal Centro di Servizio Sociale, ed un'altra suora sono stati feriti quando il centro è stato attaccato. Essi sono stati portati alla stazione di polizia in pessimo stato mentre la folla armata urlava per il loro sangue. Il centro Pastorale è stato quindi dato alle fiamme.
  4. EDIFICI DELLA CHIESA DI BALLIGUDA DISTRUTTI NUOVAMENTE: La sera del 24 Agosto 2008 nel quartiere di Balliguda, in pieno centro del distretto di Kandhamal, che è stato teatro di molta violenza tra il 24 e 26 Dicembre 2007, una folla aggressiva ha attaccato e distrutto il convento e l'ostello di un Presbiterio danneggiandone le proprietà.
  5. La folla minacciosa in Balliguda ha catturato due ragazzi dell'ostello Cattolico e ha tagliato loro i capelli.
  6. A CHIESA DI PHULBANI DANNEGGIATA: Il mattino del 25 Agosto 2008 sostenitori del defunto Lakshmanananda Saraswati hanno danneggiato la Chiesa Cattolica in Phulbani, la città capoluogo del distretto.
  7. FRATELLI ASHRAM DI MADRE TERESA ATTACCATI: turbe minacciose hanno attaccato la residenza e l'ospedale dei Fratelli di Madre Teresa a Srasanada, già una volta distrutti e ricostruiti due mesi fa, ed hanno picchiato i pazienti. Fondamentalisti hanno preso di mira preti, religiosi e fedeli, anche in Pobingia.
  8. LA CASA DEL VESCOVO DI BHUBANESWAR ATTACCATA: Il mattino del 25 Agosto 2008, folle violente hanno fatto parecchi tentativi di penetrare negli edifici della Chiesa Cattolica e nella casa dell'Arcivescovo nel cuore della Capitale dello Stato di Orissa. Non sono riusciti ad entrare grazie alla presenza della polizia. Hanno scagliato pietre contro la foresteria della Casa dell'Arcivescovo danneggiando le finestre.
  9. PARROCCHIA DI DUBURI: Un altro gruppo di fondamentalisti è entrato nel presbiterio nella parrocchia di Duburi, gestita dagli SVDs, ed ha distrutto e danneggiato la proprietà. Due preti della parrocchia sono mancanti.
  10. Il signor Jamaj Pariccha, Direttore di Grama Pragati, è stato attaccato e la sua proprietà, l'automezzo,ecc. sono stati danneggiati, bruciati e saccheggiati.
  11. Una Chiesa Battista in Akamra Jila nel Bhubaneswar è stata anche danneggiata.
  12. Istituzioni Cristiane come la scuola di St. Arnold (Kalinga Bihar) e NISWASS riferiscono di alcuni danni.
  13. BOUDH DISTRICT (Vicino a Kandhamal): Fondamentalisti entrano nella Chiesa parrocchiale Cattolica e distruggono proprietà. La gente sta fuggendo verso posti più sicuri. Ma nulla appare sicuro.
  14. La residenza dei Padri e delle Suore Cattoliche di Muniguda sono state danneggiate.
  15. La residenza delle Sorelle Sambalpur HM (Ainthapalli) ha sofferto danni.
  16. Padanpur: Un prete è stato aggredito e ricoverato in un ospedale. I ragazzi dell'ostello ed il personale che lo gestisce sono stati evacuati.
  17. La Chiesa Cattolica di Madhupur è correntemente sotto attacco.
  18. PICCOLE CHIESE: Tentativi di violenza contro piccole chiese in vari distretti, compresi Padampur, Sambalpur presso il GM College, Talsera, Dangsoroda, Narayanipatara, Muniguda, Tummiibandih, Tangrapada, PHulbani, Balliguda, Kalingia, Chakapad, Srasanranda.
  19. CASE ATTACCATE IN VILLAGGIO CRISTIANO: Case attaccate nei piccoli villaggi della foresta di Balliguda, Kanjamandi Nuaguam (K.Nuaguam), Tiangia (G.Udayagiri), Padangiri, Tikabali.
  20. DISTRETTO DI KALAHANDI: case bruciate anche se il distretto dista più di 300 chilometri dal luogo in cui è stato ucciso Swami Lakshmanananda.
  21. Il Pastore Sikandar Singh della Missione Pentecostale è stato picchiato e la sua casa è stata bruciata a Bhawanipatna.
  22. Kharihar: 3 negozi di Cristiani sono stati saccheggiati e dati alle fiamme. Il Pastore Alok Das ed il Pastore I M Senapati sono stati picchiati.
  23. Aampani: I Pastori David Diamone Pahar, Pravin Ship, Pradhan,e Barik sono stati percossi e scacciati con le loro famiglie.
  24. Naktikani: Una folla minacciosa circonda il villaggio per attaccare i Cristiani. Viene riferito che il governo ha inviato forze.

Questa lista è stata compilata dal segretario dell'Arcivescovo, Bhubaneswar e da altre fonti.

Articolo tratto dal Corriere della Sera del 7/9/2008

Il silenzio sui cristiani

di Angelo Panebianco

Con l'eccezione della stampa cattolica, i mezzi di comunicazione non hanno dato risalto al fatto che ieri la Conferenza episcopale ha indetto una giornata di solidarietà con i cristiani perseguitati dai fondamentalisti indù (e una fiaccolata con l'appoggio di « Liberal» è prevista per mercoledì prossimo). Come se fosse una faccenda interna della Chiesa. Le notizie sulle uccisioni di cristiani che si verificano da alcune settimane nello Stato indiano di Orissa vengono naturalmente pubblicate (ieri sono state aggredite quattro suore dell'ordine di Madre Teresa di Calcutta). Così come vengono (di solito) pubblicate le notizie sui periodici massacri di cristiani in certi Paesi islamici.

Ma quando queste cose accadono ci si limita a registrare i fatti, per lo più senza commenti. Eccezionalmente, fece scalpore, nel 2006, l'uccisione di un sacerdote italiano in Turchia ma la causa è da attribuire, oltre che alla nazionalità del sacerdote, al fatto che la Turchia ha chiesto di entrare nell'Unione Europea. Sembra che per noi, e per l'Europa, il fatto che in tante parti del mondo persone di fede cristiana vengano perseguitate e, con frequenza, uccise, non sia un problema sul quale occorra sensibilizzare l'opinione pubblica. Eppure i fatti sono chiari. In un'epoca di risveglio religioso generalizzato sono ricominciate in molti luoghi le guerre di religione ma con una particolarità: in queste guerre i cristiani sono solo vittime, mai carnefici.

Da dove deriva tanto disinteresse per la loro sorte? Sono all'opera diverse cause. La prima è data da quell'atteggiamento farisaico secondo il quale non conviene parlare troppo delle persecuzioni dei cristiani se non si vuole alimentare lo «scontro di civiltà ». Come se ignorare il fatto che nel mondo vari gruppi di fanatici usino la loro religione (musulmana, indù o altro) per ammazzarsi a vicenda e per ammazzare cristiani ci convenisse. D'altra parte, basta rammentare le reazioni europee al discorso di Ratisbona di Benedetto XVI. Venne biasimato il Papa, non i fanatici che usarono quel discorso per tentare di incendiare il mondo islamico. C'è anche una seconda causa. Sotto sotto, c'è l'idea che se uno è cristiano in Pakistan, in Iraq, in India o in Nigeria, e gli succede qualcosa, in fondo se l'è cercata. La tesi dei fondamentalisti islamici o indù secondo cui il cristianesimo altro non è se non uno strumento ideologico al servizio della volontà di dominio occidentale sui mondi extra occidentali sembra condivisa, qui da noi, da un bel po' di persone.

Persone che credono che l'Europa debba ancora fare la penitenza per le colpe (alcune reali e altre no) accumulate nei suoi secolari rapporti col mondo extra occidentale. Ne derivano il silenzio sulla libertà religiosa negata ai cristiani, soprattutto nel mondo islamico, e il disinteresse per le persecuzioni che in tanti luoghi, islamici e no, subiscono. Ne deriva anche una sorta di illusione ottica che a molti fa temere di più i segnali di risveglio cristiano (del tutto pacifico) in Italia che tante manifestazioni di barbarie religiosa altrove. Nel frattempo, le religioni «altre», con l'immigrazione, acquistano qui da noi un peso crescente. È difficile che si riesca a fare « patti chiari» con gli adepti di quelle religioni. Almeno finché non avremo capito che il mondo è cambiato e che le nostre reazioni, per lo più automatiche, irriflesse, a quei cambiamenti, sono datate e inadeguate.

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