Parrocchia Ss. Gervasio e Protasio - Gruppo Missioni Terzo Mondo

Una testimonianza dalla Comunità di S. Ignazio del Lido di Venezia

Cari amici, come ogni anno alcuni di noi del Gruppo Missioni Terzo Mondo sono stati invitati dalla comunità parrocchiale di S. Ignazio di Loyola, per portare notizie dei nostri bambini adottati a distanza da quella comunità, anticipando in forma ridotta la riunione che terremo il 13 e il 14 cm a Carpenedo. Quest'anno abbiamo partecipato alla giornata di condivisione anche con le famiglie del Vicariato del Lido di Venezia, in occasione della chiusura dell'Anno della fede. Di seguito vi riporto la testimonianza di Luisa Z. della comunità di S. Ignazio, presente all’incontro.

per il Gruppo Missioni Gianni S.

La testimonianza

Oggi domenica 24 novembre, festa del Cristo Re, la nostra Comunità del Lido di Venezia vive una giornata particolare. Nel nostro patronato molti parrocchiani condividono il pranzo in occasione dell’inizio dell’anno liturgico. Come tutte le feste è bello e significativo stare insieme alle famiglie e far sentire l'amore con cui la Comunità accoglie tutti i suoi figli. Da parecchi anni fanno parte di questa famiglia gli amici del Gruppo Missioni di Carpenedo, che ci hanno fatto conoscere le realtà dei paesi originari dei bambini che molti parrocchiani aiutano con costanza ed amore. Il racconto dello stato dei progetti, tanti ma più che mai necessari, coinvolge tutti i presenti, crea e fortifica la vicinanza con tutti i nostri bambini e alle loro famiglie. Gianni, con entusiasmo ma anche con grande realismo, ci trasporta in India e in Africa: è quasi incredibile vedere come piccole cose, (ma solo per noi), possano cambiare la vita di quelle ragazze e ragazzi rendendoli più sicuri e contribuiscano alla loro crescita ed emancipazione. Gli occhi brillanti, i grandi sorrisi dei bambini non solo commuovono, ma ti aprono il cuore e ti fanno credere che la speranza di un mondo sereno e gioioso non è morta. Anzi sono loro che aiutano noi, che ci danno un motivo in più per andare avanti e renderci conto che il nostro modo di vivere è così pieno di "cose" che riteniamo indispensabili, ma che invece hanno poco valore. Ma cose minime sono veramente necessarie in quel mondo che per noi è difficile capire perchè diamo tanto per scontato: acqua corrente, elettricità, salute, libertà, cibo. Le foto dei primi ragazzi adottati oramai uomini fatti e realizzati sono state una bella e concreta testimonianza di rapporti che hanno dato frutto e sostanza ad un atto d’amore e di attenzione. Io da insegnante credo e vivo, nel lavoro e nella famiglia, il fatto che l’educazione e l’istruzione siano la strada per la vera crescita e vedere come questo si possa realizzare mi sostiene e mi dà forza per continuare a "combattere" con i nostri ragazzi, sicuramente più fortunati ma anche così poco consapevoli della loro fortuna. Ma anche le nostre parrocchiane che seguono con tanto affetto i "loro" bambini hanno manifestano un grande desiderio di conoscere la loro realtà di vita, in modo particolare dopo il racconto dell’ultima visita in India. Alcune vorrebbero recarsi in quei paesi, conoscere di persona i bambini, far sentire fisicamente l’amore per loro. Forse qualcuno ci riuscirà.

Luisa Z.

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