Parrocchia Ss. Gervasio e Protasio - Gruppo Missioni Terzo Mondo

Gente Veneta
14/5/2005

Pubblichiamo due articoli che "Gente Veneta" ha dedicato alla nostra attività.

Fino a 700 bambini sostenuti a Carpenedo

"La conoscenza diretta è l'elemento essenziale. Solo basandosi su questa siamo arrivati a dar sostegno ad oltre settecento bambini". La parola chiave, secondo Andrea Groppo, responsabile delle adozioni a distanza nella parrocchia di Carpenedo, è fiducia. "Se non ci affidassimo a missionari che conosciamo bene sarebbe difficile mantenere questi numeri. Siamo partiti nel 1993 con il Gruppo insieme, della nostra parrocchia - spiega Andrea - iniziando dall'India. Ho personalmente scritto al rettore del collegio che aiutiamo, l'abbiamo incontrato varie volte, poi si è iniziato sponsorizzando il percorso scolastico di 131 bambini". Da questa base, impegnandosi a seguire l'intero percorso di studio dei ragazzi, il gruppo di Carpenedo ha sostenuto, sinora, circa 1700 studenti, raggiungendo, col tempo, anche la regione di Nkubu, in Kenya e, recentemente, le zone delle Filippine disastrate dallo tsunami.

"Le quote raccolte vanno a far parte di un fondo adozioni - spiega ancora Andrea - perché ovviamente sarebbe assurdo aiutare un ragazzino e non il suo compagno di banco. Poi sono i nostri referenti sacerdoti a gestire il denaro in base alle esigenze". Una gestione che Andrea Groppo, che si pone quale diretto responsabile assieme a don Armando Trevisiol, vuole cristallina e documentata in ogni dettaglio. "E' fondamentale - continua - sapere dove vanno a finire i soldi. Noi chiediamo la fattura e la documentazione delle spese, come anche non finanziamo un progetto sino a che non riceviamo un preventivo e una relazione sulle reali necessità e, poi, sulla prosecuzione dei lavori".

La loro politica è di non spendere nulla, o quasi, in Italia. "I soldi raccolti devono finire tutti ai bambini - spiega ancora Andrea - per questo ancora adesso, ad esempio, le lettere alle famiglie donatrici vengono portate quasi tutte a mano. I 155 euro che raccogliamo per ogni bambino adottato devono andare a buon fine, assolutamente. A chi ce lo chiede diamo delle schede dei bimbi, che riceviamo ogni anno dai vari parroci, ma tutti sanno che l'aiuto va anche alle comunità, alla struttura scolastica o alle famiglie".

Una formula che ha avuto successo, che famiglie sponsor, missionari e studenti hanno dimostrato di gradire, a vedere i numeri. Una formula che funziona, indubbiamente, basata com'è sulla fiducia, come ribadisce Andrea, e sul passaparola. "E' un altro aspetto importante: senza la fiducia e la pubblicità fatta da chi lo conosce, il nostro gruppo non avrebbe potuto crescere. Ora ci hanno comunicato che ci sono altri 100 bambini che necessiterebbero di un aiuto. Siamo convinti che come al solito la gente risponderà bene, perché sono cose che danno una grandissima soddisfazione".

A Natale niente regalo alle maestre

Alcune settimane fa ne ha parlato anche il parroco, don Armando Trevisiol, in "Lettera aperta", il foglietto parrocchiale della comunità di Carpenedo. Un articoletto dal titolo: Bimbi del Germoglio adottano 4 bimbi del Kenya. Una iniziativa nata nel periodo di Natale e commentata dal parroco come significativa per bimbi e adulti. Di cosa si tratta? "E' una iniziativa partita dalle maestre - spiega Lina Tavolin, collaboratrice della scuola materna Il Germoglio -, che hanno proposto di offrire a bambini meno fortunati dei nostri i soldi che i genitori, come consuetudine, ogni anno nel periodo natalizio spendono per i regali alle maestre. Appoggiandosi al gruppo scout e al gruppo Missioni Terzo Mondo, con i fondi raccolti grazie al mercatino, siamo riusciti ad adottare un bimbo per ognuna delle nostre quattro sezioni".

A gennaio si è riusciti a formalizzare il tutto, nel frattempo, a scuola, con i bimbi, partono attività di vario tipo per far capire non tanto il valore dell'adozione, quanto la ricchezza della diversità. "E' venuta una amica congolese - spiega ancora Lina Tavolin - che con il tamburo e un costume locale ha ricreato nelle classi un pezzetto dell'atmosfera del suo paese. I bambini sono rimasti affascinati, da lei come anche dal documentario sulle condizioni di vita del Terzo Mondo, che abbiamo loro proposto, e dall'incontro con il professor Michele Serra, che ha parlato loro della diversità delle culture del mondo". Ora, fuori della porta di ogni classe, c'è la foto del bimbo adottato, e man mano che arrivano foto, disegni, o altro, tutto viene mostrato ai bambini e, volendo, anche ai genitori, che avendo a disposizione anche le ricevute dei versamenti, possono star certi del buon esito dell'offerta.

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